Pulcini per l'articolo Stop alla strage di pulcini: si muove anche l'UE

Stop alla strage di pulcini: si muove anche l’UE

Il Consiglio UE Agricoltura e Pesca ha chiesto alla Commissione Europea una normativa per vietare l’uccisione dei pulcini maschi nell’industria delle uova.

Ogni anno sono circa 260 milioni nella UE i pulcini maschi uccisi dall’industria delle uova. Gli operatori li eliminano appena nati. Perché? Perché sono considerati uno scarto dato che non possono produrre uova. Non solo. Non sono nemmeno adatti alla produzione di carne perché per questa si utilizzano polli ad hoc geneticamente modificati.

I sistemi utilizzati per uccidere i pulcini sono violenti e crudeli: vanno dalla triturazione meccanica da vivi all’asfissia. In alcuni casi viene utilizzato il gas, oppure vengono stipati a centinaia in sacchi dove muoiono per soffocamento. E’ tutto documentato dalle indagini di Animal Equality e di Essere Animali.

Ma le alternative a questa pratica crudele e violenta già esistono. Sono le tecnologie in-ovo sexing. Con queste tecnologie si può infatti individuare il sesso del pulcino quando si trova ancora a livello embrionale. E questo permette di selezionare solo gli embrioni femmina prima dello sviluppo e della schiusa.

Ed è proprio in questa direzione che si è mosso, in luglio, il Consiglio UE Agricoltura e Pesca. Agrifish ha infatti presentato alla Commissione Europea la richiesta di una normativa che vieti l’uccisione dei pulcini maschi. Sono state le delegazioni di Francia e Germania a presentare la proposta con il sostegno di Austria, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Spagna. E saranno proprio Francia e Germania nel 2022 i primi due Paesi al mondo a vietare l’uccisione dei pulcini maschi negli allevamenti grazie alle tecnologie in-ovo sexing.

Stop alla strage di pulcini: firma anche tu la petizione!

Nel frattempo continua a raccogliere adesioni la campagna “Stop alla strage dei pulcini” che Animal Equality ha lanciato in Italia. La petizione, rivolta al governo, ha già raccolto oltre 100mila firme. “Questa pratica, anche se considerata legale fino ad oggi, – dichiara Alice trombetta, Direttrice di Animal Equality Italia – è eticamente inaccettabile e i cittadini non la tollerano più”.

In parallelo al lavoro istituzionale e di raccolta firme, Animal Equality ha portato avanti anche un costante lavoro con le aziende produttrici di uova ottenendo i primi importanti risultati concreti. La prima a rispondere, e questo subito dopo il lancio della campagna, è stata Coop che si è assunta l’impegno di introdurre tecnologie in ovo-sexing. Dopo la Coop c’è stata la storica adesione di Assoavi, l’Associazione di categoria dei più grandi produttori di uova in Italia.

Che cosa puoi fare tu?

Diventa parte di questo cambiamento! Firma anche tu la petizione di Animal Equality “Stop alla strage dei pulcini

LEGGI ANCHE
Uova: ecco come fare la scelta giusta
E
Veggie power: chi sceglie consapevole cambia il mondo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *