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Santuari in pericolo: Legalize Freedom!

La mancanza di riconoscimento giuridico dei Santuari rappresenta un serio pericolo per gli animali. Quello che sta succedendo alla Sfattoria degli ultimi dove lo Stato ha deciso di abbattere 130 animali perfettamente sani, ne è un esempio crudele e aberrante.

I Santuari per animali non sono ancora riconosciuti da un punto di vista giuridico, ma al momento sono considerati come “allevamenti”. Questo non solo è illogico, visto che la natura dei Santuari e dei Rifugi sposa ben altri valori, ma li espone anche a enormi rischi. Ed è quello che sta succedendo con la peste suina africana.

La peste suina africana è una febbre emorragica che colpisce i suidi domestici e selvatici. Dal Piemonte – con il ritrovamento della prima carcassa di un cinghiale infetto -, si è diffusa poi anche in Liguria e nel Lazio. Da qui la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Poi la nomina di un Commissario straordinario incaricato di procedere con gli abbattimenti selettivi. Perché? Per ridurre il numero dei cinghiali e limitare così la propagazione del contagio.

L’abbattimento selettivo è una pratica prevista per i suidi allevati come cibo, e non per quelli che vivono nelle case di molti. E questo perché questi ultimi sono considerati animali d’affezione. Ma a quanto pare non è così per i suidi salvati nei Rifugi e nei Santuari.

Alla Sfattoria degli ultimi, che si prende cura di maiali e cinghiali salvati dai maltrattamenti a Roma, hanno infatti comunicato che riceveranno una ordinanza di abbattimento. E questo nonostante i 130 suidi, perfettamente sani, che vivono nel Rifugio sono registrati come animali d’affezione e non come animali destinati alla produzione alimentare.

Anche per questo è quanto mai urgente il riconoscimento giuridico dei Santuari e dei Rifugi. Non ha senso continuare a considerarli come allevamenti, dal momento che non lo sono, ed è pericoloso.

Ma perché sta succedendo tutto questo? “E’ in corso uno sterminio programmatico per tutelare gli interessi dell’industria zootecnica che non risparmia nemmeno gli animali sani – scrive Massimo Manni, Fondatore e Custode di Capra Libera Tutti – E in molte regioni italiane la peste suina è diventata pretesto per dichiarare guerra ai selvatici e portare avanti l’eradicazione completa dei cinghiali dal territorio, risolvendo con violenza il problema del sovrappopolamento di cui le istituzioni stesse, e non certo gli animali, sono direttamente responsabili, causato da una inadeguata gestione del rapporto con la fauna selvatica.”

Legalize Freedom!

L’unico modo di proteggere i Santuari è il loro riconoscimento giuridico. E la campagna Legalize Freedom, guidata da Capra Libera Tutti, nasce proprio per questo: “Chiediamo alle istituzioni di riconoscere il nostro ruolo – scrive Massimo Manni – e pensare a regole ad hoc per noi che coincidano con i valori che ogni giorno ci impegniamo a trasmettere”.

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