Bugie in etichetta: Benessere animale si fa per dire!

Bugie in etichetta: Benessere animale si fa per dire!

La coalizione contro le Bugie in etichetta non si ferma. Proprio in questi giorni un altro tweetstorm per fermare l’approvazione della certificazione Benessere animale, un vero e proprio inganno a danno degli animali e dei consumatori.

La certificazione che dovrebbe essere votata in Italia, prevede di etichettare con la dicitura ‘Benessere animale’ anche prodotti provenienti da scrofe in gabbia e dove è sistematico il taglio della coda. Pratiche che con il benessere animale non hanno evidentemente nulla a che fare. E proprio per fermare l’approvazione di questa certificazione ingannevole, si è tenuto in questi giorni un tweetstorm per chiedere ai ministri Speranza e Patuanelli di dire NO alle Bugie in etichetta.

Tale certificazione inoltre – precisa Animal Equality – garantirebbe accesso ai fondi PAC e PNRR, favorendo ancora una volta gli allevamenti a carattere intensivo, piuttosto che la transizione verso sistemi più sostenibili e che tengano in maggiore considerazione le necessità degli animali allevati.”

Tra le Organizzazioni della coalizione contro le Bugie in etichetta ci sono: Animal Law, Animal Equality, Animalisti Italiani, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, Federazione nazionale Pro Natura, LAV, LEIDAA, Legambiente, OIPA, LIPU, The Good Lobby, Greenpeace.

Le Associazioni hanno chiesto più volte la revisione del decreto in alcuni punti essenziali. Tra questi l’introduzione di almeno cinque livelli diversificati per ogni specie chiaramente visibili in etichetta; la cancellazione dei riferimenti alla diminuzione delle emissioni di gas serra nella definizione di benessere animale – azione importante e necessaria ma del tutto scollegata da questa certificazione; la considerazione dei bisogni etologici di specie, della densità di animali e delle condizioni di trasporto tra i criteri atti a determinare il benessere animale; controlli non annunciati in situ.

“Senza queste modifiche essenziali – sottolinea Essere Animali –  etichettare con il claim ‘benessere animale’ i prodotti sarà un mero atto di inganno nei confronti dei consumatori e degli allevatori che già hanno avviato una transizione, a scapito di una maggiore tutela degli animali allevati.”

E a proposito di Benessere animale, la realtà che si nasconde dietro le Fabbriche di animali è ben diversa.

Ancora orrore nella nuova indagine di Essere Animali

La nuova indagine di Essere Animali mostra maltrattamenti, crudeltà e problematiche igienico-sanitarie molto gravi in un allevamento di maiali. Questa volta si tratta di un allevamento per la produzione di prosciutto DOP nel lodigiano.

Che cosa documentano le immagini?

  • si vedono animali con ferite e lesioni;

  • le immagini mostrano suinetti morti e agonizzanti all’interno delle gabbie parto. Alcuni hanno le zampe o altre parti del corpo incastrate nella struttura e nella pavimentazione;

  • nell’allevamento ci sono maiali costretti a vivere nelle proprie deiezioni e una presenza diffusa di ratti;

  • i filmati mostrano un operaio che uccide due suinetti malati sbattendoli violentemente contro il muro; alcuni membri del personale che maneggiano brutalmente alcuni suinetti, afferrandoli per le zampe in maniera inadeguata e lanciandoli nei recinti; un operaio che depone i testicoli dei suinetti appena castrati nella mangiatoia della scrofa.

“La situazione che i nostri investigatori hanno ritrovato nell’allevamento di maiali di Sant’Angelo Lodigiano – denuncia Simone Montuschi Presidente di Essere Animali – non è affatto un’eccezione nel sistema d’allevamento intensivo.”

Bugie in etichetta: che cosa puoi fare tu

Negli allevamenti intensivi gli animali soffrono. Sono vittime di abusi e crudeltà di ogni genere. E’ stato più volte documentato. Emerge anche in questa ultima indagine.

Qualunque sia il tuo punto di vista sugli animali, resta comunque il fatto che la certificazione Benessere animale sarebbe ingannevole anche per i consumatori. E questo perché, se fosse approvata così com’è, non potrebbero acquisire una consapevolezza reale circa i metodi di allevamento.

Che cosa puoi fare tu? Partecipa alle campagne online di Animal Equality e di Essere Animali per fermare le bugie in etichetta. Fai sentire la tua voce!

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