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Ti piace mangiare carne? La tua salute merita di meglio

La più grande menzogna? Farti credere che per essere in salute devi mangiare proteine animali, soprattutto carne. Ma è davvero così? Seguimi nella lettura. Scoprirai quali rischi invece comporta mangiare carne e il secondo passo, scegliere una dieta a base vegetale, ne diverrà la naturale quanto spontanea conseguenza.

Insomma, se ti offrissero cibo marcio lo mangeresti? Credo proprio di no. Sarebbe come mangiare veleno. Non lo faresti. Eppure, se mangi carne, ti esponi al rischio di malattie anche mortali. E’ documentato. C’è poi il pericolo dell’antibiotico-resistenza. Prova a immaginare, solo l’antibiotico fra te e la possibilità di guarire. Ma l’antibiotico non funziona. Non ti spaventa? Non mangeresti mai cibo marcio, eppure…

Continua nella lettura di questo articolo se ti interessa scoprire, ma forse li conosci già, quali sono i rischi documentati a cui ti espone il consumo di carne… il passo successivo, scegliere una sana e gustosa dieta a base vegetale, verrà naturalmente da sé.

E che mangiare carne non faccia un gran che bene alla salute, oltre a non essere necessario, lo dicono da tempo esperti autorevoli, come il Professor Umberto Veronesi:

La carne non è indispensabile alla nostra alimentazione, nemmeno durante lo svezzamento: le proteine necessarie al nostro organismo, oltre che nella carne e nei cibi di origine animale, si trovano anche in molti vegetali, come i legumi. E’ dunque possibile trarre dal mondo vegetale una dieta ricca e variata capace di fornirci vitamine, proteine, zuccheri e grassi vegetali in modo completo e calibrato.

(…) Esistono poi prove scientifiche che questi alimenti, se consumati in quantità sufficiente, permettono anche di evitare alcune carenze e rinforzano la resistenza contro le malattie infettive. I vegetariani, in genere, hanno non soltanto una vita più lunga dei carnivori, ma evitano malattie croniche invalidanti.” (Corriere della Sera online, 2 luglio 2004)

La stessa Accademia di nutrizione e dietetica, la più grande organizzazione mondiale di professionisti dell’alimentazione, sostiene che “una dieta vegetariana o vegana accuratamente studiata è sana, adeguata sotto il profilo nutrizionale e può giovare alla salute prevenendo o curando certe patologie. Un’alimentazione vegetariana ben pianificata è consigliabile durante tutte le fasi del ciclo vitale, inclusi gravidanza, allattamento, prima infanzia, infanzia, adolescenza e anche per gli atleti”.

Bene. Cominciamo?

PRIMO: mangiare carne è davvero così salutare?

È stato dimostrato che la produzione di carne e prodotti lattiero-caseari è associata alla resistenza antimicrobica. Le zoonosi stesse sono malattie che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo attraverso prodotti animali contaminati. Ce lo ricorda anche Greenpeace nei suoi report.

Quanto alla carne, ho perso il conto di quante volte mi son sentita ripetere che dovevo mangiarne se tenevo alla mia salute. Se non mangi carne, come fai con le proteine? Ecco. Era soprattutto questo il punto, le proteine.

Bene, vediamo allora quanto bene può fare alla salute il consumo di proteine animali, in particolare quelle della carne.

Rischio cancro, ma non solo

I dati che associano l’assunzione della carne rossa ad effetti negativi sulla salute sono così forti che nel 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato la carne rossa come “probabilmente cancerogena per gli esseri umani” e la carne lavorata come “cancerogena per gli esseri umani”.

Ma il cancro non è la sola malattia associata al consumo di carne rossa, come emerge dai dati che si trovano sul Report “Meno è meglio” di Greenpeace. Eccone solo alcuni:

  • uno studio rileva che consumare una porzione di carne trasformata ogni giorno è associato ad un aumento dell’8% del rischio di morte per cancro, rispetto a un consumo minimo o nullo di carne trasformata.

    Al contrario, il consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e/o frutta secca è associato a una ridotta incidenza di patologie coronariche, diabete, ictus e di alcuni tipi di cancro.

  • Il consumo globale di carni rosse, trasformate e non, è stato associato all’aumento di obesità e a un aumento del rischio di diabete di tipo II.

  • I risultati di altre analisi associano il consumo di carne rossa e di quella trasformata ad un rischio maggiore di sviluppare alcuni tipi di cancro al fegato, colon-retto, stomaco, polmoni, vescica, pancreas ed esofago.

  • Alcuni studi che hanno monitorato numerosi campioni di popolazione nel corso di anni o decenni, hanno associato il consumo sia di carne trasformata che di carne rossa non trasformata ad un incremento del rischio di mortalità per cause cardiovascolari, di mortalità in generale e di cancro.

  • Una ricerca ha messo in evidenza come il consumo nelle donne di carne rossa e di carne trasformata è associato ad un aumento del rischio di sviluppare malattie coronariche.

  • Uno studio danese che ha seguito per 13,5 anni più di 55.000 uomini e donne che vivevano in Danimarca, di età compresa tra 50 e 64 anni, ha constatato che sostituire la carne rossa con verdure o patate riduce significativamente il rischio di infarto nelle donne.

  • In un’altra ricerca è emerso come gli uomini che mangiano carne rossa, in particolare carne rossa non trasformata, corrono un rischio maggiore di sviluppare la diverticolite.

  • In un’indagine su larga scala sulla longevità ha trovato un legame tra il consumo di carni rosse, trasformate e non, e la mortalità precoce.

E non è finita.

L’antibiotico-resistenza

La pratica di trattare gli animali da allevamento con antibiotici per evitare le malattie dovute al sovraffollamento è considerata tra i principali fattori responsabili dell’antibiotico-resistenza. I batteri si rafforzano, sopravvivono, si moltiplicano e mutano in ceppi sempre più resistenti che non vengono uccisi dai trattamenti antibiotici. E questo rappresenta un serio pericolo per la salute delle persone che ne vengono infettate.

Solo in Italia ogni anno dal 7 al 10 % dei pazienti va incontro a un’infezione batterica resistente agli antibiotici (fonte AIFA). Quanto di questo può essere ricondotto al cibo? In America addirittura il 22% (Center for disease control).

Lo sapevi che negli allevamenti di polli sono stati riscontrati ceppi di salmonella ed escherichia coli resistenti a tutti i medicinali? E in Italia, ci ricorda Essere Animali, l’Escherichia coli resiste agli antibiotici nel 14,6% dei casi; la Klebsiella pneumoniae e lo Staphylococcus aureus nel 29,7% e 34,1% dei casi. Decisamente poco rassicurante.

Secondo un’indagine pubblicata sul Corriere.it poi emerge come in un anno, se mangi abitualmente carne, arrivi ad assumere quasi 9 grammi di antibiotici, l’equivalente della somministrazione di 4 terapie. Non ti spaventa?

E anche a voler sorvolare sul discorso degli allevamenti industriali, ci sono molte buone ragioni per adottare una dieta a base vegetale.

In generale la carne e i latticini sono pieni di grassi saturi che possono contribuire allo sviluppo di patologie cardiache. Un’alimentazione a base vegetale ne riduce invece il rischio del 32%. Non solo. Ma le persone che seguono un’alimentazione principalmente vegetale corrono rischi sensibilmente minori di ammalarsi o di morire di cancro. E hanno il 62% di probabilità in meno di sviluppare il diabete. Sono dati che riporta Loveveg.it

Siamo così arrivati al secondo passo.

Legumi e cereali al mercato

SECONDO: le proteine vegetali sono le migliori alleate della tua salute

A proposito di proteine vegetali, lo sapevi che negli alimenti di origine vegetale sono presenti tutti e 20 gli amminoacidi che compongono le proteine del nostro corpo? Ce lo ricorda su ioscelgoveg.it Silvia Goggi, medico specialista in scienza della nutrizione. Anzi, puntualizza, sono proprio i vegetali a possedere la capacità di produrre questi aminoacidi fissando l’azoto. Interessante, non trovi?

A voler essere precisi i cibi di origine animale e derivati ne contengono proprio perché l’animale si è cibato di vegetali o di altri animali che a loro volta si sono cibati di vegetali. Non solo ma gli studi mostrano che quando viene consumata un’ampia varietà di alimenti vegetali, sottolinea sempre Silvia Goggi, il fabbisogno proteico non solo viene raggiunto, ma addirittura superato. 

Lo conferma anche la nutrizionista Elena Marcoz intervistata da Animal Equality. E’ ormai ampiamente dimostrato che le proteine vegetali soddisfano pienamente il fabbisogno proteico a condizione che, precisa, sia adeguatamente soddisfatto il fabbisogno energetico e che l’alimentazione sia varia.

Dove si trovano le proteine vegetali? Sono presenti in quasi tutti gli alimenti che mangiamo abitualmente:

nei legumi: lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave

nella frutta secca e nei semi oleosi: noci, anacardi, mandorle, nocciole, pinoli, semi di girasole, semi di canapa

nei cereali integrali. Sono ricchi di proteine anche i cereali che portiamo a tavola come il grano e il riso, ma ci sono anche nell’avena, nel farro, nel sorgo e nel miglio

– nei cosiddetti pseudocereali e cioé nella quinoa, nell’amaranto e nel grano saraceno

nella frutta e nella verdura. La frutta ha un contenuto proteico minimo, ma contribuisce comunque alla quota di proteine vegetali che introduciamo quotidianamente, spiega la nutrizionista Elena Marcoz, mentre molte verdure, sottolinea, forniscono percentuali importanti di calorie proprio a partire dalle proteine che le compongono come gli asparagi, il cavolo, le zucchine, gli spinaci.

Bene, sfatato il mito che le proteine presenti negli alimenti vegetali non sarebbero sufficienti, nè per quantità né per qualità, a garantire il nostro fabbisogno giornaliero passiamo a sfatare un’altra leggenda metropolitana e cioè che la cucina vegana o anche vegetariana sono laboriose e lontane dalla tradizione.

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Veggie: un’alimentazione ricca, gustosa e salutare

Prima di tutto la cucina italiana abbonda di piatti non solo vegetariani ma addirittura vegani che puoi facilmente trovare persino sui siti di cucina più tradizionali come lacucinaitaliana.it, gamberorosso.it, cucchiaio.it  E’ facile trovare le ricette ed è facile cucinarle. Non dimenticare poi i piatti a base vegetale delle altre culture!

Non solo. Esistono alternative vegetali per qualsiasi pietanza dalla pizza ai gelati, dal latte ai veggie burger che ti permettono di sperimentare anche nuovi sapori e consistenze diverse.

In più se sei alla ricerca di novità o di piatti reinventati con gli ingredienti vegetali puoi curiosare sui siti dedicati come ioscelgoveg.it, ioveg.com, loveveg.com. Non solo trovi un’infinità di ricette, ma anche risposte ai tuoi dubbi e idee semplici su come organizzarti per i pasti durante la giornata. Trovi anche i pareri degli esperti e le testimonianze di persone come te.

Dulcis in fundo, a dimostrare poi che una dieta a base vegetale rende tutt’altro che cagionevoli di salute, come a volte si sente dire, ci sono non semplici atleti ma addirittura  campioni dello sport vegani come Fiona Oaks, Lewis Hamilton, Carl Lewis, Venus e Serena Williams, Scott Jurek. Solo a volerne citarne alcuni.

Ma non ci sono solo atleti. Sempre più persone scelgono alimenti a base vegetale. Ma quelli famosi, si sa, colpiscono di più. E allora ecco altri personaggi vegani che non passano, diciamo così, inosservati: Joaquin Phoenix, Michelle Pfeiffer, Natalie Portman, Benedict Cumberbatch, Robert Downey Junior, Chris Hemsworth. 

E a proposito di Joaquin Phoenix, ti ricordi il discorso la notte degli Oscar? Meraviglioso.

Lasciati ispirare! Unisciti alla rivoluzione green! Il potere delle scelte consapevoli cambia il mondo.

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Fai la scelta giusta, la tua salute è green

Basare l’alimentazione sulle proteine animali ha generato un sistema di produzione che, oltre a causare sofferenze a miliardi di animali, avvelena e distrugge l’ambiente e crea le condizioni per malattie anche mortali legate non solo a quello che mangi ma anche all’aria che respiri.

Anche a voler tralasciare il discorso degli allevamenti intensivi, non dimenticare che ci sono molte buone ragioni per adottare una dieta a base vegetale. Un’alimentazione di questo tipo riduce infatti il rischio di sviluppo di patologie cardiache del 32% e le persone che seguono un’alimentazione principalmente vegetale hanno il 62% di probabilità in meno di sviluppare il diabete e corrono rischi sensibilmente minori di ammalarsi o di morire di cancro.

Cambiare abitudini non è semplice, ma nutrirti di alimenti che ti espongono al rischio di malattie anche mortali non ha senso. Come possono farti bene

La rivoluzione green avanza inesorabile. Lasciati ispirare! Perché? Semplice. Perché una dieta vegetale ti fa bene e la senti subito la differenza. Perché è amica degli animali e perché è rispettosa dell’ambiente, e anche questo ti fa bene. E non solo alla salute del corpo.

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