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Un’alimentazione sana? La risposta è veggie

Un’alimentazione basata sui prodotti di origine animale è davvero l’unica possibile? O si tratta piuttosto di una credenza che scoraggia semmai altre scelte? Ed è poi davvero un’alimentazione così sana? Ci sono almeno 5 miti da sfatare, vediamoli più da vicino.

Se non mangi carne, come fai con le proteine? Lo sento ripetere da sempre. Immagino sarà capitato anche a te. Oppure, cose del tipo: sì, ma se non mangi carne poi che cosa ti resta, mica vorrai vivere solo di insalata! Ma siamo sicuri che sia davvero così? 

Allora, dicevamo: 5 miti da sfatare. 

1 – Solo un’alimentazione basata sui prodotti di origine animale è davvero sana. Ma siamo sicuri che sia proprio così?

Ormai è più che risaputo che la pratica di trattare gli animali da allevamento con antibiotici è considerata tra i principali fattori responsabili dell’antibiotico-resistenza. Considera che solo negli Stati Uniti addirittura il 22% delle malattie infettive resistenti agli antibiotici può essere fatta risalire al cibo (Center for disease control).

Non solo. L’ONU mette al primo e secondo posto tra i fattori che favoriscono l’emergere delle malattie zoonotiche, la domanda crescente di proteine animali a basso costo e le forme intensive di allevamento e di agricoltura. Insomma, gli allevamenti intensivi vengono additati come la causa originale, il canale di trasmissione o quello di amplificazione di malattie zoonotiche. C’è poco di che stare allegri, non trovi?

Può un’alimentazione di questo tipo essere considerata sana?

Ma anche a voler tralasciare il discorso degli allevamenti intensivi, ci sono molte buone ragioni per adottare una dieta a base vegetale. 

In generale la carne e i latticini sono pieni di grassi saturi che possono contribuire allo sviluppo di patologie cardiache. Un’alimentazione a base vegetale ne riduce invece il rischio del 32%. Le persone che seguono un’alimentazione principalmente vegetale corrono rischi sensibilmente minori di ammalarsi o di morire di cancro. Non solo. Hanno anche il 62% di probabilità in meno di sviluppare il diabete (fonte Loveveg.it)

2 – I prodotti di origine vegetale sono carenti di proteine, ferro e calcio: falso

Un altro mito da sfatare. Lo sapevi che negli alimenti di origine vegetale sono presenti tutti e 20 gli amminoacidi che compongono le proteine del nostro corpo? Ce lo ricorda su ioscelgoveg.it Silvia Goggi, medico nutrizionista esperto in alimentazione a base vegetale.

Anzi, puntualizza, sono proprio i vegetali a possedere la capacità di produrre questi aminoacidi fissando l’azoto. Se i cibi di origine animale e derivati ne contengono semmai è proprio perché l’animale si è cibato di vegetali o di altri animali che a propria volta si sono cibati di vegetali.

Insomma, a condizione che sia adeguatamente soddisfatto il fabbisogno energetico e che l’alimentazione sia equilibrata, le proteine vegetali soddisfano pienamente il fabbisogno proteico. Lo sottolinea anche Elena Marcoz, la nutrizionista intervistata da Animal Equality.

Quanto al ferro, una dieta vegana ne contiene circa il triplo rispetto a una dieta che contiene carne e pesce. Lo evidenzia sempre Silvia Goggi, che sfata poi anche il mito dei latticini come unica fonte possibile di calcio. Nel mondo vegetale, spiega, esistono numerosi alimenti con contenuto di calcio non solo superiore, ma che viene addirittura assorbito in modo più efficiente.

E per la vitamina B-12? E’ assente in tutti i prodotti di origine vegetale, per cui chi segue una dieta a base vegetale deve integrarla. Ma, prosegue, non è detto che nei prodotti di origine animale sia comunque presente in quantità sufficiente. Perché?

Perché la vita artificiale condotta dagli animali da allevamento non permette loro di entrare in contatto con i batteri produttori di B-12, che si trovano nel suolo, e quindi devono assumere integratori di B-12. Tra l’altro, essendo la loro una vita molto breve, non ne accumulano comunque abbastanza nei tessuti per esserne una fonte sufficiente. Quindi, a conti fatti, quello della vitamina B12 non è un “problema” solo di chi è vegano, ma è un nutriente a cui tutti devono comunque prestare attenzione. 

Pagnotte di pane

3 – Se non mangi i prodotti di origine animale ti rimane solo l’insalata. Curioso, non trovi?

Ma ti sembra possibile che campioni dello sport come Fiona Oaks, Lewis Hamilton, Venus e Serena Williams, Scott Jurek possano vivere di sola insalata? Eppure dovrebbe essere così secondo un ben radicato luogo comune, visto che sono vegani. Se consideri poi che sempre più persone decidono di seguire diete a base vegetale, qui le cose sono due: o l’insalata è diventata pazzescamente di moda, oppure ci troviamo di fronte a un altro mito da sfatare.

Del resto basta guardarsi attorno. Esistono ormai alternative vegetali per qualsiasi pietanza che ti permettono di sperimentare anche nuovi sapori e consistenze diverse. E le trovi ovunque, dai supermercati ai ristoranti, dai pub ai bar. Altroché insalata!

Non solo. Molti piatti a base vegetale già li mangi, anche se magari non ci hai mai fatto caso. Del resto la cucina italiana abbonda di piatti non solo vegetariani ma addirittura vegani. Li puoi facilmente trovare persino sui siti di cucina più tradizionali come lacucinaitaliana.it, gamberorosso.it, cucchiaio.it  E’ facile trovare le ricette ed è facile cucinarle. Non dimenticare poi i piatti a base vegetale delle altre culture!

In più se sei alla ricerca di novità o di piatti reinventati con gli ingredienti vegetali puoi curiosare sui siti dedicati come ioscelgoveg.it, ioveg.com, it.loveveg.com. Oltre a un’infinità di ricette trovi risposte a qualsiasi dubbio, idee semplici su come organizzarti per i pasti durante la giornata e un’infinità di consigli utili. Oltre ai pareri di esperti che puoi trovare anche sul sito scienzavegetariana.it.

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4 – Negli allevamenti intensivi gli animali sono trattati con rispetto e vivono felici: falso

Nelle Fabbriche del cibo gli animali sono costretti a sofferenze e crudeltà di ogni genere prima di giungere, per chi sopravvive, al macello. Qui li aspetta una fine non meno cruenta, che avviene troppo spesso senza il rispetto delle leggi e con sofferenze indicibili. La negligenza degli operatori, la velocità che impone la catena di montaggio, il pressapochismo, le incorrettezze nelle pratiche di stordimento amplificano il dolore provato dagli animali e ne prolungano spietatamente l’agonia.

E’ tutto documentato. Ossa spezzate, scariche elettriche. Mutilazioni. Animali presi a calci, picchiati, insultati, umiliati. Uccisi a badilate. Tritati vivi, sgozzati ancora coscienti e lasciati morire dissanguati. Figli strappati alle madri. Sono solo alcune delle atrocità che vengono consumate nell’inferno degli allevamenti industriali. Una realtà ben lontana da quella che ti mostrano in certe pubblicità.

Può un’alimentazione basata su sangue e violenza essere sana? E poi non dimenticare, sei ciò che mangi. Decidi chi vuoi essere. Se mangi i prodotti degli allevamenti intensivi non solo rendi possibile tutto quell’orrore e quella violenza, ma diventano una parte di te.

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5 – Fabbriche di animali: un business amico del Pianeta? Un perfetto sistema eco insostenibile semmai

Vediamo solo qualche dato. Lo sapevi che gli allevamenti industriali inquinano più di auto e moto, e in Italia sono la seconda causa di produzione delle polveri sottili? (fonte ISPRA).

Quanto alle emissioni di gas serra, quelle degli allevamenti intensivi rappresentano il 17% delle emissioni totali dell’Unione Europea. Più di quelle di tutte le automobili e i furgoni in circolazione messi insieme. Lo denuncia Greenpeace. In più tra il 2007 e il 2018 le emissioni annuali degli allevamenti sono aumentate del 6%, per un totale di 39 milioni di tonnellate di CO2. Questo aumento equivale all’aggiunta 8,4 milioni di auto sulle strade europee. Lo sapevi?

Il sistema agroalimentare è poi responsabile dell’80% della deforestazione di alcune delle foreste più ricche di biodiversità rimaste sulla Terra. Lo documenta anche la FAO. Insomma si deforesta principalmente per creare aree di pascolo e per produrre mangimi destinati agli allevamenti intensivi.

C’è poi il problema dell’acqua. Pensa che l’Onu stessa ha definito l’impronta idrica dell’industria della carne come uno dei problemi più urgenti al mondo. E per questo invita i consumatori a spostarsi verso le alternative a base vegetale.

Lo sapevi che per produrre un kg di carne bovina servono 15.415 litri di acqua mentre ne bastano1.644 litri per produrre 1 kg di cereali? Non solo, un burger vegano consuma addirittura dal 75 al 95% di acqua in meno rispetto alla carne di manzo, causa l’87-90% di emissioni in meno e utilizza dal 93 al 95% di terreno in meno. Sono numeri che non hanno bisogno di commenti.

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E non è ancora finita. L’allevamento intensivo di animali a scopo alimentare non solo avvelena l’aria e prosciuga le risorse idriche, ma inquina anche le acque di superficie e le falde. E questo sia per lo spargimento di liquami organici provenienti dagli allevamenti, sia per i residui delle sostanze chimiche (pesticidi e fertilizzanti) usate nella coltivazione dei mangimi. E il 70% dei terreni ora adibiti a pascolo, secondo le stime delle Nazioni Unite, è in via di desertificazione.

Non dimentichiamo poi che il bestiame sfrutta, tra pascoli e terreni coltivati a mangimi, il 77% delle terre agricole del Pianeta. E tutto questo per produrre solo il 17% del fabbisogno calorico globale, e il 33% del fabbisogno proteico globale. Se consideri che una persona su nove soffre la fame e una su tre ha una forma di malnutrizione, si tratta di un sistema di produzione alimentare decisamente fallimentare.

Scegli un’alimentazione davvero sana: se stai dalla parte degli animali e del Pianeta, stai sempre dalla tua parte

Non è più tempo di miti! Il business degli allevamenti intensivi non solo è spietato con gli animali e violento con il Pianeta, rappresenta un serio pericolo anche per noi. 

Sfatiamo i falsi miti! Se anche tu non ami il sangue e la violenza e sogni un mondo senza crudeltà per tutti, lasciati trasportare dalla rivoluzione green! Sono tante le cose che possiamo fare, a partire dalla normalissima vita di tutti i giorni.

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