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L’impronta idrica di ciò che mangi: come ridurla in 3 mosse

La scarsità d’acqua riguarda quasi tutti i continenti e più del 40% della popolazione mondiale e dipende soprattutto dal consumo per la produzione alimentare. Hai mai pensato a come sarebbe la tua vita senza acqua? Se ti interessa scoprire come ridurre fin da subito l’impronta idrica di quello che mangi, continua a leggere.

Viene anche a te l’ansia se manca l’acqua? Come in estate quando a volte, per via della siccità, la razionano. Se ti è capitato sai quanto sia angosciante, restare senza.

All’inizio pensi: posso usare quella della bottiglia. Sì, per bere. Poi devi anche cucinare. Allora riempi qualche bacinella nei momenti in cui c’è. La tieni di scorta. Bene. E le stoviglie? Le devi lavare. Si complica. Ah poi c’è la lavatrice. Come li lavi i panni? E la doccia? Panico. E se l’acqua dal rubinetto non arrivasse più, punto e basta?

Consumiamo fino a 4.000 litri di acqua al giorno per mangiare. C’è infatti negli alimenti, e nei beni di consumo in genere, un contenuto nascosto che è dato dalla cosiddetta acqua virtuale, ossia il volume di acqua dolce impiegato lungo tutto il processo di produzione.

In Italia gli alimenti contribuiscono all’89% dell’impronta idrica giornaliera mentre il consumo di acqua per usi domestici è del 4% (WWF). Ecco perché ridurre l’impronta idrica di quello che mangi diventa fondamentale.

Quali sono i prodotti con il contenuto di acqua virtuale più elevato? Quelli di origine animale. Il consumo d’acqua virtuale per l’alimentazione varia infatti dai 1500/2600 litri per una dieta vegetariana rispetto ai 4000/5.400 di una dieta ricca di carne (WWF). Praticamente il doppio.

Detto questo è chiaro che l’unico modo efficace per ridurre la water footprint è quello di ridurre o eliminare i prodotti alimentari di origine animale. Sono quelli che incidono di più sulle risorse idriche locali e internazionali. Pensa che le acque del sottosuolo, formatesi nel corso di milioni di anni, sono talmente sfruttate per l’irrigazione che il reintegro da parte delle piogge non è più sufficiente (ONU).

Quindi? 

Se vuoi scoprire in che modo la tua alimentazione pesa sulla tua impronta idrica e come ridurla in 3 semplci mosse continua a leggere questo articolo.

PRIMO PASSO: vegetale è meglio

Vegetale è meglio per gli animali e per il Pianeta

L’ONU ha definito l’impronta idrica dell’industria della carne come uno dei “problemi più urgenti” al mondo invitando i consumatori a spostarsi verso le alternative a base vegetale.

Qualche dato? Eccone alcuni tratti dal “The green, blue and gray water of farm animals and animal products” dell’UNESCO, uno degli studi più imponenti sull’argomento. Partiamo dalla carne bovina: per produrne 1 kg occorrono 15.415 litri di acqua. Insostenibile. E per gli altri tipi di carne? Vediamo:

  • 8763 litri di acqua per 1kg di carne di pecora

  • 5988 litri per 1kg di carne di maiale

  • 4325 litri per un kg di carne di pollo

  • 3265 litri per un kg di uova

  • 1020 litri per un litro di latte


     mentre
  • ne servono 1.644 litri per produrre 1 kg di cereali

  • un burger vegano consuma addirittura dal 75 al 95% di acqua in meno rispetto alla carne di manzo, causa l’87-90% di emissioni in meno e utilizza dal 93 al 95% di terreno in meno. Sono numeri che non hanno bisogno di commenti.

All’impronta idrica si aggiunge poi il forte inquinamento delle acque sia per i liquami organici provenienti dagli allevamenti sia per le sostanze chimiche usate nella coltivazione dei mangimi.

Il destino stesso delle foreste pluviali dipende da cosa mettiamo nel piatto. Il sistema agroalimentare è infatti responsabile dell’80% della deforestazione e il ruolo della zootecnia è di primo piano. Ma senza foreste pluviali, avverte il WWF,  rischiamo di perdere fra il 17 e il 20% di risorse di acqua per il Pianeta. La catastrofe.

Acqua fresca che esce da una fontanella

Vegetale è meglio per la tua salute

E che mangiare proteine animali sia tutt’altro che salutare non è forse più nemmeno argomento di discussione. Insomma, vegetale è decisamente meglio e non devi rinunciare proprio a nulla, anzi:

  • prima di tutto la cucina italiana abbonda di piatti non solo vegetariani ma addirittura vegani che puoi facilmente trovare persino sui siti di cucina più tradizionali come lacucinaitaliana.it, gamberorosso.it, cucchiaio.it  E’ facile trovare le ricette ed è facile cucinarle. Non dimenticare poi i piatti a base vegetale delle altre culture!

  • non solo. Esistono alternative vegetali per qualsiasi pietanza dalla pizza ai gelati, dal latte ai veggie burger che ti permettono di sperimentare anche nuovi sapori e consistenze diverse.

  • in più se sei alla ricerca di novità o di piatti reinventati con gli ingredienti vegetali puoi curiosare sui siti dedicati come ioscelgoveg.it, ioveg.com, loveveg.com dove oltre a un’infinità di ricette trovi risposte a qualsiasi dubbio, idee semplici su come organizzarti per i pasti durante la giornata e un’infinità di consigli utili. Oltre ai pareri di esperti e alle testimonianze di persone come te.

Riducendo o eliminando il consumo di proteine animali vedrai che ti sentirai molto più energico. Sai quanta acqua risparmi poi in un mese se sostituisci la carne con le alternative vegetali? 18mila litri. Più di 400 docce! (Loveveg)

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SECONDO PASSO: frutta e verdura di stagione e a km zero… meglio se bio

Perché di stagione e a km zero? Per evitare gli ulteriori costi idrici legati ai processi di produzione, dalla lavorazione alla pulizia dei macchinari, dalla produzione di carburante per la consegna all’imballaggio, e così via.

Perché bio? Perché i terreni biologici mantengono in genere una struttura tale da consentire una maggiore capacità di infiltrazione e ritenzione idrica, richiedendo una minore irrigazione. 

Mela sul ramo dell'albero

TERZO PASSO: metti nel carrello solo quello che ti serve davvero

Sapevi che ogni anno vengono sprecate 1,3 miliardi di tonnellate di cibo? Un terzo della produzione mondiale. L’equivalente di circa 250 km cubi di acqua che corrispondono alla portata annuale del fiume Volga, il fiume più lungo d’Europa, o a tre volte il volume del Lago di Ginevra. E’ un crimine, se ci pensi.

Sprechi una risorsa insostituibile e in più butti via dei gran soldi se acquisti cibo che poi non mangi.

Che cosa puoi fare per evitare sprechi? Un paio di trucchi: 

  • evita di fare spesa quando hai fame. Rischi di mettere nel carrello molto più di quello che ti serve. Meglio se ti fermi prima a fare uno spuntino

  • se devi prendere poche cose non usare il carrello. Entra con la borsa della spesa e riempi direttamente quella. Vedrai che sarà più difficile comperare cose che non ti servono. Non sapresti dove metterle.

Provaci, il bello è che funziona.

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L’impronta idrica esaurisce il Pianeta: puoi sopravvivere senza acqua?

Non è facile cambiare le proprie abitudini, vale per tutti. Ma non possiamo chiudere gli occhi di fronte a tutto questo. Comincia da quello che ti è più semplice. Un passo alla volta. Ma comincia.

Ricorda, 3 semplici mosse per ridurre fin da subito e in maniera significativa l’impronta idrica del cibo che mangi:

  1. riduci o elimina del tutto le proteine animali. In ogni caso non comprare i prodotti che provengono dagli allevamenti intensivi. Il giro di affari che alimenta questo business è spietato verso gli animali, ha un impatto ambientale insostenibile e ti espone al rischio di  malattie anche mortali.

  2. preferisci frutta e verdura di stagione e a km zero, meglio se fresche e bio

  3. compera solo quello che ti serve davvero

Riesci a immaginare la tua vita senza acqua?

Se stai dalla parte degli animali e del Pianeta, stai sempre dalla tua parte.

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