Olivia Marani

Fin da piccola, in un modo o nell’altro, mi sono sempre battuta per gli animali. Perché? Perchè da sempre non sopporto le ingiustizie e la violenza, soprattutto quelle contro i più deboli. Ma non ci sono solo i deboli, ci sono anche i più deboli tra i deboli: gli ultimissimi, quelli che tutti dimenticano. E fra gli animali gli ultimi tra gli ultimi sono quelli allevati a scopo alimentare.

Hai mai visto un allevamento intensivo? I video di denuncia delle Organizzazioni impegnate in prima linea e che mostrano che cosa accade nelle Fabbriche di animali, sono finiti anche sui Tg nazionali. Per me, l’incontro è avvenuto con un post di Essere Animali su FB. E non è stato più come prima.

Che cosa è successo, dopo?

Quello che è successo è il motivo per cui sono qui. Ma partiamo dall’inizio, il tempo di qualche riga.

Il mio amore per gli animali è iniziato quando ho adottato la dolcissima Minù, la mia prima gatta. Avevo 5-6 anni. La Minù ha arricchito le battaglie che già combattevo per difendere i diritti delle bambine contro il classico “questo non lo puoi fare perché sei una femmina con relativa risposta e a te chi te l’ha detto”, con una nuova quanto inaspettata battaglia: quella in difesa dei gatti randagi. Sono arrivata ad averne 17, tutti a casa.

Solo gatti? All’inizio sì, ma col tempo la dedizione quasi esclusiva al mondo felino si è trasformata sempre più nell’impegno in difesa di tutti gli animali. Fino a quando, subito dopo l’università, sono arrivati i 10 anni epici e memorabili dell’attivismo in prima linea. Poi quelli più tranquilli del sostegno a distanza dei progetti e delle azioni delle Associazioni animaliste e ambientaliste impegnate direttamente sul campo. Cosa che amo fare tutt’ora. 

Poi un giorno, del tutto inaspettatamente, è arrivato quel post. Ne arrivano tanti. Sono quelli che FB ti propone perché il contenuto potrebbe interessarti. Sarà capitato anche a te un’infinità di volte, immagino. Beh, quella volta per me non è stata come le altre volte. Il post di Essere animali è stato un incontro che mi ha cambiato la vita. Perchè?

Per quello che ho visto. Mi sono sentita annichilita, svuotata. Non riuscivo a crederci, o forse non volevo crederci. Mi ci è voluto un po’ per uscire da quella situazione. Ero come sospesa.

Poi mi son detta basta. Avevo due possibilità: o far finta di niente o fare qualcosa. Così ho cominciato con le prime incursioni sul sito di Essere Animali. I video però proprio non riuscivo a guardarli. Allora mi sono concentrata sui testi. Ed stato così che ho iniziato il viaggio all’inferno, prima con le indagini di Essere Animali, poi con quelle di Animal Equality. 

Gli allevamenti industriali sono veri e propri campi di sterminio dove gli animali, ridotti a macchine di conversione per il cibo, sono costretti a sofferenze e crudeltà di ogni genere prima di giungere, per chi sopravvive, al macello. E qui li aspetta una fine non meno cruenta con sofferenze indicibili, troppo spesso senza il rispetto delle leggi.

Cannibalismo, infezioni, malattie. Ossa spezzate, scariche elettriche. Mutilazioni. Colpi in testa, abusi. Animali lanciati e presi a calci. Umiliati quando sono in difficoltà, insultati. Uccisi a badilate. Tritati vivi, sgozzati ancora coscienti e lasciati morire dissanguati. Figli strappati alle madri. Sono solo alcune delle atrocità che gli animali subiscono nell’inferno delle Fabbriche del cibo.

E’ tutto documentato. Accade sempre, in ogni istante, incessantemente. Anche in questo momento, mentre stai leggendo.

Anche in questo momento. E’ diventato come un mantra. Quello che prima mi aveva bloccato è diventato un profondo senso di colpa. Eh sì, perché se è vero che non sono mai stata un’amante della carne è altrettanto vero che, per quanto di rado, comunque ne mangiavo. Per non parlare dei formaggi. Non mi ero mai preoccupata se fossero prodotti degli allevamenti intensivi. Il fatto è che agli allevamenti intensivi, e agli allevamenti in generale, fino a quel post su FB, non avevo mai davvero pensato. Erano distanti.

Fino a quel momento. Fino a quel post. E’ assurdo, se ci penso. Mi sono sempre battuta per i diritti degli animali contro la vivisezione, la caccia, contro i maltrattamenti, l’abbandono, le pellicce, le fattorie della bile e non solo. Eppure… per gli ultimi tra gli ultimi, gli animali allevati a scopo alimentare, non mi ero mai schierata completamente.

A dire il vero avevo semplicemente deciso che certi animali non li avrei mai mangiati. Ma la cosa finiva lì. Non mi sono mai posta il problema di sapere che cosa succedesse agli altri. Forse non voler sapere era un modo per evitare di fare i conti con i sensi di colpa. Sai come si dice, lontano dagli occhi… Non ne vado fiera, ma penso sia stato proprio uno dei motivi.

Ma quando gli occhi li apri non è più come prima, la tua vita cambia. E la mia vita è davvero cambiata. Grazie proprio anche all’esperienza di questo blog. Scriverlo, crearlo. Cercare risposte, documentarmi per capire fino in fondo. Essere consapevole con gli occhi bene aperti. Un’esperienza non solo di conoscenza, ma di vita.

E così ho trovato la determinazione per cambiare modo di mangiare. Poi ho sentito il bisogno di fare qualcosa di più. Agli inizi non sapevo bene cosa, e poi mi sentivo terribilmente impotente. Perché quando si parla di allevamenti intensivi i conti li fai soprattutto con i giganti dell’industria. 

E’ vero ci sono Organizzazioni sia animaliste che ambientaliste impegnate in prima linea a livello anche internazionale, ma nella vita di tutti i giorni tra i mille impegni e i problemi, tu che cosa puoi fare? E poi il tempo dove lo trovi?

Ed eccoci così al blog

Ecco, questo blog nasce proprio per rispondere a quel che cosa. Anzi, è proprio la risposta a quel che cosa. Insomma, se la consapevolezza smuove le montagne, ebbene voglio contribuire a diffondere la consapevolezza di che cosa sono davvero gli allevamenti industriali. Dell’orrore e della ferocia che nascondono.

Sai quanti animali vengono macellati ogni anno nelle Fabbriche del cibo? 80 miliardi e mezzo. E’ un crimine contro la vita. Gli animali sono esseri senzienti e intelligenti, non cibo. 

Ecco perchè il blog: una voce in più che si leva in difesa degli ultimi fra gli ultimi anche fra gli animali. Un punto di incontro anche per te che non ami la violenza e la crudeltà. Per contribuire a diffondere una cultura del rispetto che non esclude nessuno. L’unica che può davvero salvare anche il Pianeta, e gli esseri umani. Perchè?

Perché il sistema alimentare basato sulle proteine animali non solo è violento e crudele con gli animali, ma avvelena e distrugge l’ambiente. Non solo. Crea le condizioni per malattie anche mortali legate non solo a quello che mangiamo ma anche all’aria che respiriamo.

In questo blog troverai informazioni e aggiornamenti con riferimento ai report, alle indagini, alle campagne e alle azioni delle Organizzazioni animaliste e ambientaliste impegnate direttamente. Ma non solo. Troverai consigli e modi su come agire fin da subito e sostenere così anche il lavoro di chi è impegnato in prima linea in queste battaglie. E questo senza fare nulla di più di quello che già fai nella vita di tutti i giorni, solo in maniera consapevole. 

Se anche tu non ami il sangue e la violenza e sogni un mondo senza crudeltà, seguimi e lasciati trasportare dalla rivoluzione green! E’ un viaggio che possiamo fare insieme per costruire un mondo migliore per gli animali e per il Pianeta, per gli esseri umani. 

Un mondo finalmente cruelty free, per tutti.