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Allevamenti intensivi: il sangue e la violenza di cui ti nutri

Negli allevamenti intensivi gli animali sono costretti a sofferenze e crudeltà di ogni genere. Puoi davvero accettarlo? Ti basta un solo motivo per dire NO alla violenza, sempre. Qui, grazie alle indagini di Essere Animali e di Animal Equality, ne trovi fino a 17. 

Non ti spaventa sapere che c’è chi è capace di tanta crudeltà? Sangue, violenza, paura, orrore. Forse non lo sai, ma è quello di cui ti nutri se mangi i prodotti che provengono dagli allevamenti intensivi. Diventano una parte di te. Figli strappati alle madri. Ossa spezzate, scariche elettriche. Animali presi a calci, picchiati, insultati, umiliati. Uccisi a badilate. Tritati vivi, sgozzati ancora coscienti e lasciati morire dissanguati. E’ questo il mondo in cui vuoi vivere?

Non dimenticare poi che la violenza sugli animali è il tirocinio della violenza sugli esseri umani. E quelle di Ovidio, uno dei più grandi poeti latini dell’antichità, non sono solo parole. Ci sono ricerche che confermano la stretta correlazione esistente tra la violenza contro gli animali e la violenza contro gli umani.

Qualunque sia il tuo punto di vista continua a leggere questo articolo… è un viaggio che non ti lascerà indifferente. E sono certa che dopo guarderai con altri occhi i prodotti che nascono dalla crudeltà e dalla violenza contro gli esseri viventi. 

Negli allevamenti intensivi gli animali sono costretti a sofferenze e crudeltà di ogni genere prima di giungere, per chi sopravvive, al macello. Qui li aspetta una fine non meno cruenta che avviene troppo spesso senza il rispetto delle leggi e con sofferenze indicibili. La negligenza degli operatori, la velocità che impone la catena di montaggio, il pressapochismo, le incorrettezze nelle pratiche di stordimento amplificano il dolore provato dagli animali e ne prolungano spietatamente l’agonia.

Quello che leggerai in questo articolo non sono solo parole. Accade ogni istante, anche in questo momento.

È tutto documentato dalle indagini condotte sotto copertura dagli investigatori di Essere Animali e di Animal Equality.

Ecco che cosa accade agli animali nell’inferno degli allevamenti intensivi. Cominciamo?

1) La vita delle galline ovaiole negli allevamenti intensivi

Non più animali, ma macchine per produrre uova. Quante? 285-300 uova all’anno (Assoavi – 2018), quando normalmente ne produrrebbero meno di 100. Questo le consuma e le rende carne da macello prima di raggiungere i due anni di vita, contro gli 8 che vivrebbero in natura. 

Non solo. Decine di galline muoiono poi ogni giorno per stenti, e sono spesso lasciate a stretto contatto con gli animali vivi che ne cannibalizzano i cadaveri.

E non è finita. Tra le tante violenze c’è anche anche il debeccaggio: alle galline da piccole viene tagliato il becco. Perché? Per evitare che strappino a se stesse o alle compagne le penne. Un disturbo comportamentale, la plumofagia, che nasce dalle condizioni di vita stressanti, dal sovraffollamento, dalla cattiva igiene della lettiera e dal limitato movimento.

2) Il terribile destino dei pulcini maschi

Dato che non depongono uova e la loro carne non ha valore commerciale, i pulcini maschi sono considerati uno scarto. Per questo gli operatori li tritano vivi o li soffocano appena nati.

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3) La vita delle mucche da latte negli allevamenti intensivi

Le mucche allevate per la produzione di latte sono costrette a una vita meccanica e ripetitiva in strutture industriali dai rumori robotici e innaturali, con pavimenti in cemento. Sono strutture create appositamente per poter mungere latte in continuazione: fino a 60 litri al giorno contro i 4 che produrrebbero normalmente. Quando, stremate, non riescono più, il loro destino è il macello.

Vivono tra urina e feci accumulate sui pavimenti: le forti esalazioni di ammoniaca che ne derivano provocano infiammazioni e problemi respiratori.

Poi ci sono le infezioni e le malattie: le mastiti, infiammazioni delle mammelle estremamente dolorose, e le zoppie anche gravi. Le zoppie sono causate dal continuo sforzo per i parti e per la gestione di mammelle enormi. Ma anche per il fondo e le condizioni in sé dell’allevamento, che comportano spesso ferite agli zoccoli e alle zampe

Conosci il fenomeno delle mucche a terra? A causa dell’iper produzione di latte e delle condizioni di allevamento alcune mucche, stremate e ferite, non riescono più a reggersi sulle zampe. Gli investigatori hanno filmato animali lasciati per giorni senza cura e spostati di peso con i muletti. Non solo è disumano, è anche illegale.

Come se non bastasse, i video mostrano operatori mentre picchiano gli animali con calci e tubi di ferro.

4) I vitellini: figli strappati alle madri

Per garantire la produzione di latte negli allevamenti intensivi le mucche sono fecondate ciclicamente. Anche i calori spesso sono indotti con sostanze chimiche. Allattamento e gravidanza coincidono così per la maggior parte dell’anno.

Mucche e vitellini vengono separati poco dopo la nascita. Sai perché? Perché il latte delle mucche è destinato al consumo umano. E’ un trauma straziante per entrambi. La mucca soffrirà la perdita del cucciolo mentre i vitelli vengono trasportati verso le gabbie con un trattore e scaraventati a terra. Gli scienziati hanno osservato alcuni vitelli piangere disperatamente, altri reagire con forme di iperattività nervosa e altri ancora rifiutare il cibo. Figli strappati alle madri, appunto. 

Sai che cosa succede ai piccoli? Durante le prime settimane di vita, i vitelli sono rinchiusi in box singoli. Sono solo dei cuccioli ma devono affrontare condizioni di estrema privazione. Se maschi saranno macellati dopo 6 mesi per la carne, se femmine diventeranno a propria volta mucche da latte. Lo stesso destino delle loro madri, all’infinito. Senza via di scampo.

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5) La macellazione dei bovini

Le immagini mostrano i maltrattamenti a cui sono sottoposti gli animali prima dello stordimento e della macellazione, che spesso avviene quando sono ancora coscienti. Colpi in testa, calci, abusi veri e propri sono la normalità che questi animali sono costretti a subire. E questo anche nei corridoi che li porteranno alla morte.

6) I polli negli allevamenti intensivi

Oltre il 95% dei polli allevati ed uccisi in Italia provengono dagli allevamenti intensivi. In queste strutture vivono poco più di 40 giorni intrappolati nel loro stesso corpo e dove sono sottoposti a enormi sofferenze

I pulcini appena nati vengono gettati su un nastro trasportatore per giungere all’area di vaccinazione. Qui gli operatori li prendono per il collo e schiacciano loro la testa contro l’ago. Quelli che cadono fuori dal nastro, e sono molti, muoiono lentamente di fame o vengono schiacciati nell’indifferenza generale. Gli altri finiscono in allevamento.

Quanti? Anche 90mila al giorno. I pulcini vengono gettati a terra con violenza da oltre un metro di altezza. L’impatto con il terreno per alcuni è mortale. Mentre quelli che si feriscono sono costretti a convivere con dolore e malformazioni fino alla macellazione. 

Non solo. Deformati dal peso del petto, alcuni polli non riescono più a reggersi sulle zampe e si riversano a terra. Alcuni muoiono di infarto. Altri non riescono più a muoversi a causa delle fratture alle zampe e muoiono di fame e di sete, dopo una lenta e dolorosa agonia. Il continuo contatto con la lettiera intrisa di deiezioni, proprio per questo carica di ammoniaca, provoca dermatiti e la perdita delle penne. Non solo. L’ammoniaca rende anche l’aria irrespirabile.

Ah naturalmente nessuno cura gli animali malati: agonizzanti sono gettati ancora vivi insieme ai cadaveri o soppressi dopo ore di sofferenza. Che ne è dei polli considerati troppo piccoli per raggiungere il peso necessario alla vendita? Gli operatori li privano volutamente dell’acqua. In un video si vede anche un operatore di un allevamento buttare nel cassonetto polli ancora vivi mentre li uccide a badilate.

7) La macellazione dei polli

Quello della cattura è uno dei momenti più scioccanti per i polli. Ci sono macchine in grado di catturare centinaia di individui al minuto, grazie a spaventosi tentacoli che si fanno strada fra questi fragili animali. Gli operatori addetti alla cattura prendono con violenza per le ali o per le zampe quelli che riescono a fuggire. Li lanciano e li prendono a calci.

Arrivati al macello, i polli vengono appesi a testa in giù sui ganci della catena di macellazione. Ma le ossa di questi animali sono tremendamente fragili. Per questo capita spesso che vengano spezzate dalla scarsa attenzione degli operatori, causando così immense e inutili sofferenze. Senza contare che, poiché sprovvisti di diaframma, i polli girati a testa in giù faticano a respirare e provano dolori fortissimi.

Poi c’è il passaggio attraverso vasche ad acqua elettrificata. Perché? Per stordirli, ma non sempre funziona e così sono condannati a una morte cruenta pienamente coscienti.

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8) I suini negli allevamenti intensivi

Ogni anno in Italia crescono negli allevamenti industriali, da cui proviene la quasi totalità della carne in commercio, quasi 10 milioni di maiali. La violenza e la sofferenza sono sistematiche.

Nascono nelle gabbie da parto e gestazione in cui le madri sono costrette a vivere quasi tutta la vita. Gli ambienti in cui crescono sono insalubri. Non solo. Vivono ammassati gli uni sugli altri, sono imbottiti di antibiotici e sottoposti a mutilazioni fin da piccoli.

Lo sapevi che le scrofe sono rinchiuse per più di un terzo della loro vita in gabbie così strette da impedire loro qualsiasi movimento? Gli investigatori hanno ripreso scrofe letteralmente incastrate tra le sbarre, con ferite profonde e infezioni sparse su tutto il corpo.

9) Le mutilazioni sui maialini

Sai come vengono castrati i suini? I maialini messi a testa in giù vengono trattati in maniera frettolosa e con poca cura. Sono state documentate operazioni illegali poiché praticate senza anestesia e analgesia in cuccioli con più di sette giorni di vita. Operazioni eseguite oltretutto da operatori dell’allevamento e non da veterinari specializzati, come invece previsto dalla legge.

Il taglio della coda? Con il laser o più spesso con le tenaglie. E’ una pratica veloce e sistematica. I suinetti spesso sono tenuti proprio per la coda mentre si procede al taglio. Prova a immaginare la paura e il dolore. Ah naturalmente non viene somministrato loro nulla per alleviarlo.

E la troncatura dei denti? E’ una procedura che serve a evitare il rischio di lesioni ai capezzoli delle fattrici e agli altri occupanti del recinto. La pratica viene permessa entro i primi sette giorni di vita. ll taglio dei denti può comportare infezioni, fratture e ascessi. Provoca paura, angoscia e il dolore si protrae fino a che non cadranno i denti da latte, tra i 50 e 120 giorni d’età.

10) Violenza, abusi e crudeltà negli allevamenti di suini

Purtroppo gli abusi e le crudeltà contro gli animali nelle fabbriche della carne si ripetono anche negli allevamenti di suini. E’ tutto documentato, anche qui, dagli investigatori di Essere Animali e di Animal Equality. 

Cosa si vede nelle immagini? Animali movimentati con violenza durante gli spostamenti; presi a calci, colpiti con oggetti contundenti, afferrati per le orecchie, sollevati da terra o anche scaraventati giù da un trattore. Animali colpiti sul muso e in testa con dei bastoni, umiliati quando sono in difficoltà e insultati.

Nel caso di abbattimenti d’emergenza poi gli operatori li fanno soffrire e agonizzare a lungo, senza seguire nemmeno le procedure previste dalla legge. E’ tutto documentato.

All’interno degli allevamenti intensivi poi vi è sempre una percentuale di animali che muore ancora prima di arrivare al macello. Sono considerati semplici danni collaterali dall’industria. A loro è riservato un trattamento terribile e i cadaveri vengono gestiti con incuria, in totale spregio delle norme igienico-sanitarie. E’ tutto documentato dalle telecamere degli investigatori.

11) La macellazione dei suini

Nel 2018 Animal Equality ha reso pubblico un filmato sconvolgente,ottenuto all’interno di un macello in Lombardia. Il video mostra gli ultimi istanti di vita di un maiale che, stordito in modo improprio, riprende i sensi durante la macellazione e tenta la fuga con la gola tagliata. Le immagini mostrano chiaramente come gli operatori fossero totalmente incuranti del destino di questo maiale abbandonato agonizzante sul pavimento del macello per interi, infiniti minuti prima di morire.

E ancora, nel 2019 un’altra sconvolgente inchiesta. Sai che cosa si vede nelle immagini? Arrivati al macello gli operatori forzano i maiali all’interno della camera di stordimento attraverso potenti scosse elettriche. Non solo. I pungoli elettrici vengono utilizzati impropriamente, spesso anche sul muso. Un sistema tra l’altro inefficace perché si vedono molti animali appesi a testa in giù, uccisi brutalmente mentre sono ancora coscienti.

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12) I conigli negli allevamenti intensivi

Nell’UE ogni anno vengono allevati 120 milioni di conigli, il 94% in gabbia. Sai quanto misura una gabbia? 20 x 35 cm oppure 30 x 25 cm alte 30 cm. Dentro vengono stabulati 1 o 2 conigli. Anche il pavimento, come il resto della gabbia, è costruito da reti metalliche.

La quasi totalità degli allevamenti ingravida gli animali in modo artificiale con siringhe o sonde. I cuccioli sono pronti per il macello all’età di 3 mesi, dopo essere stati messi all’ingrasso prima e sottoposti al finissaggio poi. Con questa parola orribile si intende l’accrescimento del tessuto adiposo fino al raggiungimento del cosiddetto peso commerciale.
Macchine di conversione per cibo, come tutti gli altri.

13) La macellazione dei conigli

Dopo un lungo viaggio al sole o sotto la pioggia, esposto ai bisogni dei compagni di sopra, il coniglio giunge a destinazione esausto. Se arriva vivo. Nel mattatoio, nei lunghi istanti prima di morire, vedrà macellare gli altri.

Un video del 2018 mostra come gli operatori appendono questi fragili animali a testa in giù. Si tratta di una pratica violenta, che spesso rompe le ossa delle zampe. Quanto allo stordimento con la scossa elettrica, questo non sempre è efficace. Quindi gli addetti sgozzano i conigli mentre sono ancora completamente coscienti, e poi per li lasciano morire per dissanguamento.

14) Le pecore negli allevamenti intensivi

Le pecore vengono allevate per il latte. Per questo sono sottoposte a mungiture continue, un ciclo che le strema e le porta al macello giovanissime.

Non solo. Nelle immagini si vede come durante gli spostamenti o le fasi di mungitura e trattamento medico, alla minima resistenza le pecore vengono prese a calci, strattonate e colpite con tubi di ferro.

Disegno di una pecora morta

15) La macellazione degli agnelli

Un’indagine, oltre alle terribili condizioni di vita cui sono costretti, mostra come nel momento della macellazione gli agnelli, storditi in modo approssimativo attraverso le pinze elettriche, vengono sgozzati mentre sono ancora parzialmente coscienti.

Altre immagini mostrano agnelli uccisi completamente coscienti di fronte ai compagni ancora vivi che disperati tentano di fuggire. Sono stati filmati operatori che dopo aver inciso le zampe degli animali inseriscono la pistola di un compressore tra la pelle e la carne per soffiare aria compressa. Perché? Per separare la pelle dai muscoli. La pratica viene eseguita quando gli animali, appesi alla catena di montaggio, sono ancora del tutto coscienti. Il dolore è inimmaginabile.

16) La macellazione dei capretti

Poi ci sono gli abusi subiti dai capretti e anche per loro la crudeltà di una morte completamente cosciente.

17) I pesci allevati: come vengono uccisi

Vuoi scoprire quali sono i principali metodi con cui vengono uccisi i pesci prima di finire sui banchi dei mercati italiani? Esistono due metodi di uccisione: senza e con stordimento. Partiamo dal primo:

  1. UCCISIONE SENZA STORDIMENTO
    asfissia nel ghiaccio: è opinione comune che il ghiaccio provochi uno stordimento, ma i pesci rimangono coscienti e muoiono dopo una lunga agonia

    asfissia senza ghiaccio: gli operatori prelevano gli animali dall’acqua e li lasciano morire. Il tempo necessario alla morte per asfissia varia tra i 55 e i 250 minuti

    congelamento con Co2: comporta la saturazione di acqua ghiacciata con biossido di carbonio. Non garantisce nessuno stordimento, e sono state evidenziate attività di agitazione e stress da parte degli animali

    decapitazione: è un metodo di uccisione che provoca dolore e non segue le linee guida dell’OIE

  2. UCCISIONE CON STORDIMENTO
    percussione: si dà un colpo in testa agli animali per stordirli. Non solo questo metodo può essere impreciso, ma prima di essere storditi gli animali passano periodi lunghi, anche decine di minuti, in asfissia fuori dall’acqua

    stordimento elettrico: può avvenire facendo passare i pesci in zone con un determinato voltaggio. Questo metodo è indicato dall’Organizzazione mondiale per la sanità animale. Perché? Perché è uno dei pochi che garantisce ai pesci sia di non essere esposti a lungo fuori dall’acqua, sia uno stordimento rapido e preciso. In Italia ed Europa è ancora scarsamente diffuso.

Come ti senti?

Tutto questoaccadeva anche mentre leggevi l’articolo. Accade anche ora.

Se mangi i prodotti degli allevamenti intensivi non solo ti nutri di tutto questo, lo rendi possibile.

Lo vuoi davvero?

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Sei ciò che mangi: decidi chi vuoi essere

Non dimenticare che per produrre e vendere sempre di più e a prezzi sempre più bassi, il business delle fabbriche di animali non guarda in faccia nessuno, nemmeno te. Non solo è spietato con gli animali ma è insostenibile per l’ambiente e ti espone al rischio di malattie anche mortali.

E’ vero, cambiare abitudini non è facile. Ma non possiamo più nutrirci di terrore, crudeltà, paura, sangue.

Che cosa puoi mangiare? Ecco qualche spunto:

  • Molte cose le mangi già da sempre. La cucina italiana abbonda di piatti non solo vegetariani ma addirittura vegani. Li puoi facilmente trovare anche sui siti di cucina più tradizionali come lacucinaitaliana.it, gamberorosso.it, cucchiaio.it  E’ facile trovare le ricette ed è facile cucinarle. Non dimenticare poi i piatti a base vegetale delle altre culture!

  • Mangi cose nutrienti e gustose e che ti fanno pure bene, che cosa vuoi di più?

  • Esistono poi alternative di qualsiasi pietanza dalla pizza ai gelati, al latte ai veggie burger. Devi solo divertirti a provarle per scoprire anche nuovi sapori e consistenze.

  • Oppure puoi curiosare sui siti dedicati come ioscelgoveg.it, ioveg.com, loveveg.com. Perché? Perché oltre a un’infinità di ricette trovi risposte a qualsiasi dubbio anche per quanto riguarda le proteine vegetali. Ti suggeriscono idee semplici su come organizzarti per i pasti durante la giornata. Trovi anche un’infinità di info e consigli utili, oltre al parere di esperti autorevoli. E se vuoi approfondire puoi anche visitare il sito scienzavegetariana.it

Ricorda, sei quello che mangi. Chi vuoi essere?

E poi non dimenticare, ci sono ricerche che confermano la stretta correlazione tra la violenza contro gli animali e la violenza contro gli umani. E’ questo il mondo in cui vuoi vivere?

Se stai dalla parte degli animali stai dalla tua parte, sempre. 

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